Esperta di imprenditorialità
Informazioni sull’intervistata
- Professione: Giornalista e professionista della comunicazione mediatica
- Organizzazione: Learningdigital, AzulChain e freelance
- Paese: Brasile come paese di origine e Italia come paese di residenza attuale
- E-mail: cw@learningdigital.eu
CV
Cristiane Weber è un’esperta consulente di marketing e crescita con oltre un decennio di esperienza nella comunicazione aziendale e mediatica. È specializzata nell’aiutare le organizzazioni a gestire le complessità della comunicazione su argomenti delicati, come la salute pubblica, la ricerca medica e la gestione ospedaliera, attraverso strategie incentrate sulla persona e basate sui dati. È stato riportato che il suo lavoro di rinnovamento della comunicazione istituzionale dell’Ospedale São Lucas da PUCRS ha generato oltre 20 milioni di euro di copertura mediatica spontanea e ha attirato migliaia di nuovi follower sui social media. Cristiane ha una comprovata esperienza di collaborazione con team interfunzionali e stakeholder di alto livello per sviluppare e implementare strategie di impatto in ambito di pubbliche relazioni, branding, creazione di contenuti e raccolta fondi. I suoi titoli accademici includono un dottorato di ricerca e un master in Processi Culturali, nonché un MBA in Marketing, Branding e Crescita. Cristiane è appassionata di mettere a frutto la sua esperienza sia in ambito accademico che aziendale, contribuendo come docente universitaria, formatrice e consulente.
Riepilogo
Cristiane Weber è una giornalista e professionista della comunicazione con sede in Italia. Ha scoperto che strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT, CoPilot e DeepL possono essere utili per migliorare le sue iniziative imprenditoriali. Ha riscontrato che questi strumenti sono efficaci per semplificare le attività e aumentare la produttività, in particolare per quanto riguarda la creazione di contenuti, la sintesi di documenti e la progettazione di prompt. Pur essendo consapevole dell’importanza dell’apprendimento continuo e dell’adattamento alle nuove funzionalità di intelligenza artificiale, non ha ancora incontrato ostacoli significativi nel suo utilizzo. Osserva che l’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale sembra essere più lenta in Italia rispetto al suo paese natale, il Brasile, il che attribuisce a una generale resistenza culturale alle nuove tecnologie.
Christiane sottolinea che l’imprenditoria femminile si trova ad affrontare una sfida significativa, ovvero il pregiudizio di genere. Ha notato che le idee delle donne non sempre ricevono lo stesso livello di considerazione di quelle degli uomini, in particolare nel contesto imprenditoriale italiano più tradizionale. Ritiene che questo pregiudizio, radicato nelle aspettative sociali e consolidato fin dall’infanzia, possa contribuire a rendere le donne meno inclini a intraprendere percorsi in settori tecnologici, il che a sua volta limita il loro accesso e la loro esposizione agli strumenti di intelligenza artificiale. Questo, suggerisce, potrebbe contribuire a uno squilibrio nell’adozione dell’intelligenza artificiale tra imprenditori uomini e donne, il che potrebbe ulteriormente aggravare le disuguaglianze esistenti nel mondo degli affari. È dell’opinione che un maggiore incoraggiamento e supporto per le donne nel settore tecnologico potrebbe contribuire a superare queste barriere sistemiche.